AIR 2015


 

AIR 2015
ALESSANDRO ANTONUCCI
CLAUDIO CANTELMI
MARCO DI IORIO
ANNALISA GUERRI
DIEGO MOSTACCI

[AIR 2015

Gutta cavat lapidem (‘la goccia perfora la pietra’) sentenziavano i latini, tra cui il peligno Ovidio, a significare che una volontà ferrea permette di raggiungere obiettivi ritenuti impensabili, come quando lo stillare di una goccia d’acqua riesce a bucare, con il tempo, perfino la dura pietra. La metafora, utilizzata come locuzione per caratterizzare l’ambizioso progetto, rende perfettamente l’idea della pervicacia con cui gli uomini e le donne del nostro territorio, l’Abruzzo “forte e gentile”, continuano a perseguire ideali di bellezza, di elevazione morale e spirituale, pur in contesti in cui sovente predominano decadenza e indifferenza. E proprio la pietra e l’acqua, insieme alla terra e ai suoi prodotti vegetali come le piante e il legno, sono gli elementi principe di questa iniziativa, denominata “AiR – Arte in Riserva”; materiale trovato, osservato, e poi rielaborato, assemblato, scolpito, plasmato dai cinque artisti chiamati a intraprendere un percorso artistico contemporaneo che combina la sapienza antica e la moderna tecnologia, la tradizione e la sperimentazione, la natura e l’ingegno umano. Siamo nella valle del fiume Aterno, dove insistono testimonianze straordinarie della storia del mondo, una sorta di eden originatosi milioni di anni fa. Un vero locus amoenus, che trasuda spiritualità e in cui al visitatore non resta che immergersi; da qui prende forma un primo nucleo di quello che col tempo diventerà un ampio parco di opere pensate per inserirsi nell’ambiente nel pieno rispetto delle emergenze preesistenti, siano esse storico-artistiche, geologiche, architettoniche, naturali o religiose. Il binomio che si analizza in particolare è quello tra l’arte e la geologia. Ma gli interventi artistici, per lo più installazioni e sculture, godranno del dialogo continuo con la varietà dell’intera area, dal patrimonio floristico all’ittiofauna, dalla complessità del contesto geologico alle testimonianze della presenza e della fatica dell’uomo moderno.

Marco Maiorano

[ ARTISTI E OPERE – EDIZIONE 2015

[ ALESSANDRO ANTONUCCI 

“LUOGO”, 2015 – Vetro, rocce, terre, Stipa dasyvaginata, fotografia – cm. 250 x 25 ca.

L’installazione consta di sei cubi di vetro contenenti materiale reperito sul posto. In cinque di essi, terra, pietra e vegetali, come fotogrammi di un film, restituiscono in pochi centimetri cubici il senso di milioni di anni. A questi si affianca una teca dedicata ad un aspetto antropologico: la litoterapia. La riflessione che l’artista propone è sui luoghi della vita, dove le attività umane si formano, stimolate dalla natura, in un andamento perenne di continua trasformazione.

  • rocce calcaree antiche, 65 milioni di anni
  • innalzamento della catena appenninica, 2 milioni di anni
  • deposito seconda conoide, 1,5 milioni di anni
  • limi lacustri, 10.000 anni
  • Stipa dasyvaginata
  • strofinazione rituale

 

[ CLAUDIO CANTELMI

“Ex voto con ombra” – stampa su vetro e specchio – cm 63 x 48
“Madre – P.G.R.” – Metallo, legno, PVC e stampa su PVC – cm 96 x 41
“Sbarco – P.G.R.”, 2015 – Metallo, PVC e stampa su PVC – cm. 108 x 41
“Carestia – P.G.R.”, 2015 – Metallo, PVC e stampa su PVC – cm. 94 x 41
“Ex Voto – Grazia Ricevuta” (n. 4 elementi), 2015 – Metallo, PVC e stampa su PVC – cm. 74 x 41

L’opera si compone di n. 8 lavori; riscoprendo la pratica degli ex voto di devozione popolare, Claudio Cantelmi colloca all’interno dei locali attigui alla chiesa due stampe fotografiche di matrice autobiografica (“Per Grazia Ricevuta”): in una, “Ex voto con ombra”, con funzione preventiva e ben augurale, sovrappone la propria sagoma ad un insieme di ex voto tradizionali raffiguranti immagini di parti del corpo (cuore, arti, occhi) che egli, come uomo e come artista, auspica di salvaguardare; nella seconda, intitolata “Madre”, narra l’episodio di sua madre bambina caduta nelle acque del Sangro e salvata da una lavandaia. Una serie di n. 6 stampe posizionate in esterni, lungo il cammino che costeggia il fiume, fanno da pendant alla componente personale, stimolando la riflessione su temi universali e di stringente attualità.

[ MARCO DI IORIO

“FLUVIUS”, 2015 – scultura lignea e assemblaggio – cm 300 x 100 x 100 ca.

Canalizzando con maestria l’energia innescata dalla motosega scelta quale strumento espressivo, l’artista modella “Fluvius”, un personaggio che nasce dal bosco, in una suggestiva metamorfosi vegetale.

[ ANNALISA GUERRI

“ASCESI”, 2015 – ceramica, gres – cm 100 x 40 x 90 ca.

Nell’opera si ha l’impressione che l’argilla, nata direttamente dall’Aterno, sia stata levigata sulla sua sponda dal vento che si incanala nelle Gole. La struttura modulare in gres, composta da piccoli parallelepipedi adagiati stabilmente sul piano, sospinge in alto i suoi elementi, rarefacendosi mano mano che si eleva, a guisa di arbusto le cui foglie cercano i raggi di luce per poter vivere.

[ DIEGO MOSTACCI

“ATERNO”, 2015 – scultura in pietra bianca – cm 100 x 25 x 25
“L’EREMITA”, 2015 – scultura in pietra nera – cm 40 x 40 x 12

Sulla sponda opposta rispetto al mulino, sopra una roccia si erge “Aterno”, volto antropomorfo in pietra bianca di una possibile divinità fluviale protettrice del sito. A poca distanza, un’altra presenza a fare da guardiano: “L’eremita”, ricavato da una pietra scura, evoca lo spirito degli antichi guerrieri italici, quasi che uno di essi abbia scelto il margine del corso d’acqua per poter finalmente riposare in eterno.