artisti 2016


Luogo Comune –  scultura, cm 100x100x100, terra e acqua, Guilmi Art Project e Vis a Vis – Artist in Residence Guilmi (Ch) 2012, foto e courtesy l’artista
Ciò che è vivo – project, Sostegni, installazione, dimensioni variabili, sostegni di bamboo, cordino di canapa, pianta di canapa,  scultura in bronzo, MACRO Roma 2015, foto e courtesy l’artista

[ EMANUELA ASCARI

(Sassuolo, 1977)

Emanuela Ascari si laurea in DAMS, Arti Visive, all’Università di Bologna, e consegue il Master Paesaggi Straordinari. Paesaggio Arte Architettura al Politecnico di Milano.

Nella sua ricerca esplora la relazione tra l’uomo e l’ambiente assecondando una tensione verso la terra, alla ricerca di forme di una ecologia del pensiero, tra natura, cultura ed ecosistema. Rielabora paesaggi cercando connessioni tra landscape e mindscape. Nel 2015 partecipa al programma Artisti in Residenza del MACRO, Roma, dove espone gli sviluppi del lavoro Ciò che è vivo – culture tour, presentato anche alla Fondazione Baruchello, Roma, e al PAV di Torino. Nel 2013 è in residenza a SOMA, Città del Messico, ed è invitata al progetto GAP – Global Art Programme, in residenza presso Moly-Sabata, Sablons, France, dove realizza la mostra personale Risque Acceptable, con Art3, Valence. Nel 2012 GuilmiArtProject, Vis a Vis-Artists in residence, Guilmi (CH) e C.A.R.S. Cusio Artist Residency Space, Omegna (VB). Nel 2009 vince il Premio Iceberg, Arte Pubblica, Bologna, nel 2011 riceve una menzione speciale al Premio Artivisive San Fedele, Milano, e nel 2013 una al Premio Un’opera per il Castello, Napoli. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, in spazi tra i quali il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce e la Sala della Dogana di Genova, la Biblioteca Civica Delfini di Modena, il Museo della Civiltà Contadina di Bologna.

Allotropica, installazione sonora eolica, dimensioni variabili, carbone da legna, nylon, legno – Bosco di Cardigliano (Le) 2014, foto Ugo Guidotti, courtesy l’artista
Anastatica sensibile, installazione interattiva, cm 292x160x273, Selaginella Lepidophylla, tubi in pvc, plexiglass, legno, circuiti, elettrovalvole, Arduino, cavi elettrici, web cam, led, PC – Napoli 2012, foto Daniele D’Ari, courtesy l’artista

[ DANIELA DI MARO

(Napoli, 1977)

Diplomata in arti visive e discipline dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Napoli, vive e lavora a Milano. Il suo lavoro è conseguenza di un approccio interdisciplinare in cui convivono riflessioni di carattere scientifico, antropologico ed estetico, veicolate spesso dall’uso di nuove tecnologie. L’osservazione delle dinamiche naturali è alla base della sua ricerca che, attraverso i linguaggi del disegno, del video e dell’installazione, indaga nuove possibili relazioni tra uomo e natura. Nel 2016 vince il premio speciale Dolomiti Contemporanee per Two Calls for Vajont, ed è finalista al premio Smartup Optima; nel 2012 vince il premio Un’opera per il Castello. Tra le mostre personali ricordiamo: The synergic garden, [.Box], Milano, a cura di M. Ferraioli (2014); Un’opera per il Castello, Castel Sant’Elmo, Napoli, a cura di A. Tecce (2012); Cuprum, Dino Morra Arte Contemporanea, Napoli, a cura di C. Pirozzi (2012); Ivy Noise_IN_Sonora, IED, Madrid (2010); Linfa Sintetica, Ciocca Arte Contemporanea, Milano (2010). Alcune tra le mostre collettive e residenze: Out of Place_an ongoing archive, P67 Gallery, Berlino (2016); Materia Sonica, A+B contemporay art, Brescia, a cura di R. Moratto (2015); Apulia Land Art Festival, a cura di F. Guerisoli (2014); Upokeimenon, Nuovo spazio espositivo di Casso+Acquario Marino di Trieste, a cura di Dolomiti Contemporanee (2013); N.i.n.a., PAN, Napoli (2012); Transiti, CACT, Svizzera (2012); Premiata Officina Trevana, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (2010).

Tratti, polittico, cm 90×400, legno, vetro sintetico, inchiostro, vernice – L’Aquila 2016, foto e courtesy l’artista

[ LICIA GALIZIA 

(Teramo, 1966)

Licia Galizia vive e lavora a L’Aquila e a Roma. Dal ’92 le sue opere sono esposte in Italia e all’estero. Nel 1996 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 2006 alla X Biennale di Architettura di Venezia. Lavora con il gruppo artistico e scientifico del Centro Ricerche Musicali di Roma, con il quale sta realizzando anche installazioni adattive permanenti, destinate ad aree pubbliche e a siti storici. Nel 2005 intraprende una collaborazione con il compositore Michelangelo Lupone con il quale realizza opere innovative, in grado di adattarsi all’ambiente e interagire con il pubblico: Studio su Volumi adattivi, ArteScienza, Roma 2006; Musica in forma (Palazzo Italia, Belgrado 2008; Ara Pacis, Roma 2009; Summit G8, L’Aquila 2009, Museo Nazionale d’Arte Moderna del Cairo, 2010; Centro Cultural CCORI Wasi – Universidad “Ricardo Palma”, Lima, 2012); Onde, Associazione “Mara Coccia”, Roma, in occasione della sua mostra personale; Enigma del centro con cui partecipa a Re-place, la città si illumina di “nuovo”, L’Aquila, 2011; Vibrazioni in acciaio e Vibrazioni in rame (musiche Laura Bianchini) per ArteScienza, Roma, 2011; Oasi per lo spazio sensoriale del MACRO, Roma, 2014; Unità di coppie, per ArteScienze, Goethe Institut, Roma, 2016 . Nel 2010 da vita alla Collezione Permanente di Arte Contemporanea al Liceo Scientifico “A. Bafile” di L’Aquila. Sempre con Michelangelo Lupone e Laura Bianchini del CRM su commissione di De Mura Interior Art Design progetta un singolare mobile musicale che viene esposto in prima assoluta al Fuori Salone di Milano del 2012.

Senza titolo con sedia, installazione pavimentale, cm 40x80x90, termoformatura in polistirene, sedia in legno e paglia, smalto – Milano 2016, foto e courtesy Whitelight Art Gallery
Senza titolo con sedia, installazione pavimentale, cm 40x80x90 cad., termoformatura in polistirene, sedia in legno e paglia, smalto – Milano 2016, foto e courtesy Whitelight Art Gallery

[ GINO SABATINI ODOARDI

(Pescara, 1968)

Nel 2011 ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Arsenale). Artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale, ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive, in Italia e all’estero. Determinanti nella sua formazione gli incontri con Fabio Mauri (performer nel 1997 in “Che cosa è il fascismo” alla Kunsthalle di Klagenfurt e poi suo assistente) e Jannis Kounellis (artista in residenza nel 1998 a L’Aquila). Nel 2006 nello spazio di Viafarini a Milano, ha partecipato al workshop con Antoni Muntadas curato da Gabi Scardi. Tra i vari premi: nel 1999 ha ricevuto da Alfred Pacquement (Centre George Pompidou) “Le prix des Jeunes Createurs” all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Nel 2010 la Logos edizioni pubblica un volume a lui dedicato, a cura di Francesco Poli e Massimo Carboni. “Termoformatura in polistirene” è la definizione tecnica del procedimento sfruttato dall’artista per realizzare gran parte dei suoi lavori, l’appropriazione di tale processo materico lo rende artista unico nel panorama italiano e internazionale. Dal 2013 è rappresentato dalla Gowen Contemporary di Ginevra e dalla Whitelight Art Gallery di Milano. Vive e lavora a Pescara.

Infinitus, installazione, cm 1360x640x70, pietra – Shezi Daotou Park, Taipei, Taiwan 2016, foto e courtesy l’artista
N.A.T.P.L.E.  Non A Tutti Piace L’Erba, installazione,  cm 5000×4000, manto erboso naturale – Piazza Ghiberti, Firenze 2008, foto e courtesy l’artista

[ GIACOMO ZAGANELLI

(Firenze, 1983)

Vive e lavora tra Firenze e Berlino. Opera con approccio multidisciplinare al confine tra arte, architettura e spazio – inteso come risultante di paesaggio, ambiente e territorio – creando installazioni ambientali, progetti curatoriali e ricerche sul patrimonio dismesso. Nel 2005 ha fondato il collettivo atipico: ESIBISCO, con il quale ha curato e realizzato numerosi progetti partecipativi di riappropriazione dello spazio, coinvolgendo centinaia tra studenti, docenti, artisti, architetti, sociologi e cittadini. I suoi lavori sono stati esposti in Europa e Asia.